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Martedì 22 novembre 2005
da ABC IL DOMANI

L'impresa diretta da Manera, Gibellini e Radi
La promozione? Una bella pepita

di Antonella Gasparato

ABC Azienda Business e Comunicazione a Bologna
Quindicinale di economia, finanza e gestione di imprese, numero LIX , martedì 22 novembre 2005.
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Bologna & Bologna
Attualità e Utilità

L'impresa: Pepita Promoters,tre ragazze il loro ufficio stampa.
Brave dinamiche e tanto simpatiche.
Lavorano per le kermesse più in vista della città di Rebecca Rossi
Novembre 2000
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Si sono conosciute otto anni fa ad un corso sulla promozione della cultura delle donne, che le ha regalato il nome - «si pensava a qualcosa di prezioso, che va setacciato, pulito, fatto emergere con fatica» - ma soprattutto l'incontro fondamentale con Franca Silvestri, all'epoca addetta stampa della Soffitta: «ci ha dato un vero e proprio stile di lavoro». Anna Maria Manera, 38 anni, salentina, una laurea in Economia, Rossella Gibellini, 37 anni, modenese laureata in filosofia e Cristina Radi, 35 anni, marchigiana, laurea in lettere classiche. Formazioni diverse, una geografia che copre tutto lo stivale, abbinamenti zodiacali perfetti (non guasta anche per chi non ci crede). Creano nel '97 un'associazione culturale, mentre seguono singolarmente e a volte insieme, progetti legati alla comunicazione in vari uffici stampa. Nel 2002 decidono di fare il salto diventando "Pepita Promoters snc", e vengono subite premiate con un riconoscimento dalla Provincia di Bologna. L'ufficio di via Manzoni è simpatico e accogliente come loro, sembra di essere a casa, solo che qui si lavora.

Perché avete scelto di costituire questa società?
A. Maria
: «Nei percorsi professionali che abbiamo seguito individualmente ci siamo rese conto che a Bologna mancava una società che si occupasse a 360° di comunicazione per e-venti e progetti culturali».

Quanto contano i contatti giusti per cominciare?
Rossella:
«Siamo tutte e tre delle "fuori sede" arrivate a Bologna per studiare, senza grandi appoggi di partenza. Semmai abbiamo costruito fidelizzazioni, perché quando abbiamo trovato un cliente, ci ha seguito e richiamato per altre collaborazioni, oltre a farci buona sempre pubblicità».

Le competenze?
A. Maria:
«Nel campo della cultura ti chiedono sempre molte competenze, che alla fine si e-stendono a tutto il progetto, spesso è ancora in fieri. È un campo molto aleatorio e sono in molti a buttarsi allo sbaraglio».
Cristina: «Noi veniamo dal teatro, ne abbiamo visto nascere tanti e ne abbiamo anche fatti crescere, quindi anche se non rientra nelle attività strette dell'addetto stampa, ci è capitato ad esempio di suggerire dei cartelloni. Dopo dieci anni di e-sperienza, sappiamo su cosa si deve puntare nella promozione, come scegliere una brochure, come attirare il pubblico.. .sappiamo insomma se un'immagine può funzionare o meno».

Qual è la politica in questa "comunicazione integrata"?
A. Maria:
«Ci piace occuparci e preoccuparci del cliente, una formula che si è rivelata vincente».
Cristina: «Qui siamo perfettamente intercambiabili, anche se ognuna è referente di un progetto e ne è l'interfaccia: abbiamo bisogno di pochi minuti per sostituirci reciprocamente, se c'è bisogno, quindi il cliente non è mai abbandonato. C'è velocità e condivisione, piccoli "scontri" quotidiani tra di noi, che però garantiscono un accordo inossidabile».

Siete ancora in salita?
Cristina: «I clienti non ci sono mai mancati, il problema semmai sono questi i tagli imposti dalla nuova finanziaria, dato che noi lavoriamo soprattutto con gli enti locali».
Anna Maria: «Da un punto di vista strettamente fiscale, sono sempre enormi gli ostacoli da superare in questo paese. Ci vuole veramente un grande a-more, vista la sproporzione tra ciò che si deve sopportare e quello che si raccoglie».

La soddisfazione più grande?
Cristina:
«Ognuna ti dirà cose diverse, ma la pagina intera che ci ha dedicato "Le Monde" per il festival di Volterra, che seguiamo da tempo, è stata una bella emozione».
Rossella: «Con il Cassero, che ha un'organizzazione impeccabile, abbiamo lavorato benissimo per il Gender Bender, mentre con il Comune abbiamo seguito "Iceberg", il ricco programma di "Bè"».
A. Maria: «Ogni evento, quando ci sei dentro, è un momento delicato e intenso. Quando termina è un po' come quando finisce un amore, ma per fortuna si ripete di solito l'anno dopo...».

Un consiglio da dare a chi vuole provarci?
Rossella: «Prepararsi bene e studiare le lingue, magari usando quel "periodo sabbatico" subito dopo la laurea, perché più si va avanti e più ti capita di lavorare con l'estero».

 

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